Troppe poche colonnine: come possono sfondare le auto elettriche in Italia?

Sono poche le colonnine per ricarica presenti sul territorio italiano: proprio per questo risulta essere sempre più difficile riuscire a sostenere in modo completo e sicuro lo sviluppo e la crescita delle auto elettriche incentivi a livello nazionale. Non possiamo ignorare però di trovarci di fronte a un tema sempre più attuale, che porta in se una vera rivoluzione in vista del futuro delle 4 ruote, pur sapendo che diventa difficile creare alternative valide a benzina e diesel in questo particolare periodo storico. L’Italia sembra essere, ancora una volta, il fanalino di coda di un’Europa che si sta muovendo in modo concreto e costante per diventare sempre più sostenibile.

E’ vero che sono ancora poche le auto a emissioni zero sul territorio nazionale, ma il trend non potrà mai cambiare fino a qualche non verrà messo in atto un vero piano per realizzare colonnine per la carica. Il deficit richiede un intervento strutturale in modo da garantire la lunga percorrenza su strade e autostrade, così da coprire i tragitti più lunghi e mantenere fede all’autonomia media che viene garantita dai diversi modelli.

Con l’aumentare della curiosità in merito a questa tematica sono stati fatti sicuramente importanti passi avanti anche per merito del lavoro dei comuni, ma non siamo in grado di coprire in modo equilibrato ogni parte del territorio.  E’ in questo modo che, davanti a quella che viene definita come la terza rivoluzione industriale, ci troviamo a fare gli spettatori. Parallelamente però i prezzi delle auto sembrano frenare gli utenti: oltre al problema delle colonnine infatti non possiamo ignorare i prezzi troppo elevati. Pensiamo solo alla Nissan Leaf, che è stata eletta la più diffusa auto in circolazione: il suo costo è di 24mila euro e gli incentivi da parte dello Stato sono pressoché nulli. Ecco allora spiegato perché gli italiani si limitano nel comprare veicoli a zero emissioni; solo nel 2015 infatti sono state vendute poco più di mille vetture, mentre in altri Paesi come per esempio la Norvegia, un’auto su 3 è elettrica, poiché se un cittadino desidera acquistare questa tipologia di macchina, riceve per certo degli incentivi: in alcuni casi si parla di parcheggi gratis, oppure di poter guidare anche sulle corsie preferenziali. Ciò che manca è quindi una reale politica eco-sostenibile che riesca ad avvicinare Stato e cittadini al fine di tutelare l’inquinamento ambientale e offrire una serie di benefici a questi ultimi in fase di guida.

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